La Costituzione è femmina

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. (Costituzione, art. 3)

Bianca ha solo 32 anni, ma li ha riempiti tutti fino all’orlo.

Ha già perso il suo lavoro come insegnante di filosofia a causa dei propri ideali, poi ha partecipato attivamente alla Resistenza e oggi – 2 giugno 1946 – è a Roma per prendere parte ai lavori dell’Assemblea Costituente come rappresentante eletta del Popolo Italiano

Una novità assoluta.

Perché dopo millenni di esclusione, finalmente, anche le donne hanno conquistato la possibilità di eleggere i propri rappresentanti e di essere elette.

A spogli conclusi sono 21 le Madri Costituenti, le donne scelte per partecipare all’assemblea che darà forma alla nuova Costituzione: Adele Bei; Bianca Bianchi; Laura Bianchini; Elisabetta Conci; Maria De Unterrichter Jervolino; Filomena Delli Castelli; Maria Federici Agamben; Nadia Gallico Spano; Angela Gotelli; Angela Guidi Cingolani; Nilde Iotti; Teresa Mattei; Angelina Merlin; Angiola Minella Molinari; Rita Montagnana; Maria Nicotra Verzotto; Teresa Noce; Ottavia Penna Buscemi; Elettra Pollastrini; Maria Maddalena Rossi; Vittoria Titomanlio.

Arrivata a Roma per compiere il suo dovere però, Bianca si rende subito conto di quanto sia duro il marmo dei palazzi governativi. Come scriverà lei stessa

[…] la confidenza con Montecitorio è una conquista più difficile ancora. Me ne vado su e giù per il transatlantico, rispondo alle domande dei giornalisti curiosi, mi siedo sulle poltrone disposte ai lati, leggo i giornali in sala di lettura e non mi azzardo ad allontanarmi. Mi dà l’impressione di trovarmi in un labirinto e mi sento di nuovo una ragazza di campagna. Sono molto tesa quando entro per la prima volta nell’aula della Camera. Sento gli sguardi degli uomini su di me. Cerco di osservare gli altri per liberarmi dal senso di disagio.

Quando per la prima volta si accinge a parlare davanti agli oltre di 500 deputati, si rende subito conto di quanto sia difficile per una donna, di quanto sforzo ci voglia per far valere un diritto semplice come quello di parola, perfino nel luogo democratico per eccellenza: le danno addosso addirittura i membri del suo stesso partito. Lei ripiega, ma non cede.

Ingoio saliva amara, la pelle mi brucia addosso come fosse stata frustata, ma resto in silenzio. Non siamo i rappresentanti di coloro che ci hanno dato il voto? Per loro parlerò.

Il 22 luglio del 1946, all’appello di Saragat, Bianca riesce finalmente a prendere la parola. Al termine del suo discorso sarà il presidente stesso a stringerle la mano, e l’assemblea le dedicherà un lungo applauso.

Un gioco da ragazzi

In netta minoranza, le Madri Costituenti si trovano a fare i conti con un ambiente che fino a pochissimo tempo prima (davvero questione di giorni) era accessibile solo agli uomini.

Fino ad allora le donne erano state completamente estromesse dalla vita politica perché ritenute “troppo emotive” e quindi inadatte a gestire lo Stato. Ma la Guerra aveva cambiato un sacco di cose, ed erano state proprio le donne a mandare avanti la baracca, tra mille difficoltà, mentre gli uomini erano chiamati alle armi.

Li avevano sostituiti in modo impeccabile, provando che – emotive o meno che fossero – erano perfettamente in grado di fare tutto quello che facevano loro e in molte, tra cui Bianca stessa, avevano preso parte alla Resistenza ed erano state determinanti per la Liberazione, dimostrando che il coraggio e lo spirito di sacrificio non fossero caratteristiche legate al sesso.

Il suffragio universale sembrerebbe l’evoluzione naturale di questo scenario, ma allora non era affatto un risultato scontato: al tempo della Costituente erano ancora tanti quelli che dubitavano dell’opportunità del cambiamento, anche all’interno dell’Assemblea stessa, e non dissimulavano il proprio scetticismo.

Nel ’46 le 21 Madri Costituenti devono far valere la propria voce in questo scenario, a queste condizioni: prendere o lasciare. Per fortuna, nessuna indietreggia di un passo.

Le Madri Costituenti

Nonostante si parli di Padri Costituenti, per necessità grammaticali, è certo che sia stato forte e determinante il contributo delle 21 Madri della Costituzione.

Avevano ben chiaro il peso che si erano messe addosso: sapevano che quello che avrebbero fatto (o non fatto) avrebbe cambiato la sorte delle donne in questo paese.

A loro si devono battaglie per diritti che oggi consideriamo fondamentali, come la tutela del diritto alla maternità per le lavoratrici, il diritto alle donne di accedere alle alte cariche della magistratura, la parità tra uomo e donna.

Se oggi l’articolo 3 della Costituzione menziona il sesso tra gli elementi di uguaglianza lo dobbiamo proprio all’ostinazione di queste donne, che seppero farsi più forti di chi le voleva ridurre al silenzio.

TEDxTorinoWomen 2019

TEDxTorinoWomen 2019 è l’evento dedicato alle donne change-makers: partecipando a TEDxTorinoWomen  avrai l’opportunità di assistere a talk di donne consapevoli e innovative, che hanno il coraggio di mettersi in discussione e lottare per le proprie idee, oggi come allora.

Ferdinando de Blasio di Palizzi

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