Alberto Barbi: quando il fallimento è di scena

30 settembre 2018 – TEDxTorino Salon, Game Over / Learn Over.

Abbiamo parlato di sconfitta e fallimento, ma è stato un successo.

A WINS, World International School di Torino, abbiamo radunato 4 campioni per parlare del loro lato oscuro: quello lontano dal podio.

Il lato dei crampi, dei momenti di disperazione, delle spugne gettate e dei lividi all’orgoglio. Ma anche del lato del riscatto, della determinazione, dell’esperienza che dal fondo riconduce alla vetta.

Il presentatore di questa serata non poteva che essere un attore – l’unico capace di fallire migliaia di volte, attraverso i personaggi che interpreta – Alberto Barbi.

Finisce l’evento, si spengono le luci, cala il sipario: l’attore si toglie la maschera e – vincente o perdente – resta soltanto l’uomo.

E proprio all’uomo, sotto tutte le maschere, siamo andati a fare le nostre domande sul fallimento per questa inTEDview post-evento.

SEI UN ATTORE VERSATILE, E TRA LE TUE ESPERIENZE C’È ANCHE QUELLA DEL CLOWN: DA CLOWN, COSA PUOI DIRE SULLA SCONFITTA E SUL FALLIMENTO?

Il Clown è costruito proprio sul fallimento: soprattutto quello moderno, teatrale.Alberto Barbi presenta il Salon di TEDxTorino Game Over / Learn Over, sulla sconfitta e il fallimento

Fallire, tentare di fare delle cose e non riuscirci, è la chiave del clown.

Vi racconto un aneddoto che ha cambiato moltissimo la mia percezione del teatro.

Io faccio spesso il clown, teatro di strada e circo. Stavamo facendo delle prove nel nostro cortile di casa ed era un momento molto drammatico della messinscena di una leggenda orientale: un attore sui trampoli che impersonava un monaco che stava morendo, Yama il dio della morte puntava su di lui un dito soffocandolo, io suonavo i tamburi cercando di creare sempre più tensione…

In quel preciso momento la nonna di una delle attrici che lavoravano con noi – la padrona del cortile, ottantaquattro anni, con tanto di velo in testa – cammina e si mette proprio al centro della scena, in mezzo al rombo dei tamburi e alla fiammata di uno sputafuoco.

Ci guarda e fa: “volete un caffè?”

Questo mi ha fatto capire che, qualsiasi cosa tu stia portando in scena, è sempre un gioco.

PER L’ATTORE INVECE COS’È IL FALLIMENTO?

È quando non ci credi.

Quando – e capita, soprattutto se lo fai di mestiere per via dell’usura delle repliche – tu dici le parole ma le emozioni e il pensiero non sono collegati.

Senti proprio queste parole come se uscissero da un MP3 che ti passa accanto, ma tu sei in una sorta di corsia parallela.

E capita.

STAVOLTA HAI FATTO IL PRESENTATORE, MA SE POTESSI SCEGLIERE DI FARE UN TALK A TED, SU COSA SAREBBE?

Sull’edicola! Io amo le edicole: da lì vedi tutta la città che ti passa davanti.

Sin da bambino sono sempre stato affascinato dall’edicola perché comunque è una visione sulla città che cambia, un punto di vista privilegiato e nascosto.

Da dentro l’edicola guardi in quella piccola finestra e vedi passare pullman, persone, storie. Ti evolvi con la città.

L’edicola è una sentinella cittadina.

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